3 Prodotti Italiani da Esportare in Russia

[fa icon="calendar"] 19/12/17 12.25 / da IVAN SALVALAGLIO

IVAN SALVALAGLIO

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La Russia è il paese extra comunitario che ha fatto registrare il maggior incremento dell’export italiano nei primi 7 mesi del 2017, con un +28,6% rispetto allo scorso anno (dati ICE). Esportare in Russia, quindi, sembra essere un’ottima soluzione per chi vuole espandere il proprio commercio fuori dai confini nazionali, ma quali sono i prodotti più richiesti dal mercato russo?

Negli ultimi anni la Federazione Russa ha emanato alcuni provvedimenti legislativi per limitare le esportazioni dall’estero. Le conseguenze, per molte aziende, si sono fatte sentire e il pesante calo sui valori di interscambio ha scoraggiato molte imprese dall’intraprendere operazioni commerciali di export verso la Russia. Negli ultimi mesi, però, i dati sono in forte crescita e vendere prodotti italiani sul suolo russo sembra essere di nuovo un’attività molto redditizia. 

Lo dimostrano i dati Istat sull’esportazione. Nel mese di agosto 2017 l’export verso la Russia ha registrato un +20,9% rispetto allo stesso periodo del 2016 e complessivamente la crescita annua si attesta attualmente su un +1,8% con un fatturato annuo di 5.167 milioni di euro.

Molte aziende, quindi, continuano ad esportare in Russia con successo. Ecco i settori che attualmente stanno facendo registrare ottimi risultati e aumenti di fatturato, grazie a un processo di internazionalizzazione mirato sul mercato obiettivo.

 

1. Abbigliamento Made in Italy  

Il settore moda rappresenta la punta di diamante del commercio estero italiano, con oltre 11 miliardi di fatturato nei primi 8 mesi del 2017.

Pur avendo risentito della crisi e delle varie tensioni tra i due Paesi, l’abbigliamento è tornato ad essere la categoria di prodotti più esportati nella Federazione Russa nel 2017.

Stando alle elaborazioni dell’ICE per il periodo gennaio/agosto, il fatturato ottenuto con l’esportazione in Russia di articoli di abbigliamento (escluso l’abbigliamento in pelliccia) è pari a 530 milioni di euro. 

Se la tua attività è dedita alla produzione di capi in pelle, camicie, giacche, pantaloni, abiti e articoli di alta sartoria quello russo è sicuramente un mercato da prendere in considerazione, per una strategia di internazionalizzazione vincente.

 

2. Mobili e Arredamento: nelle Case dei Russi Regna il Design Italiano

Dopo tre anni di crolli a doppia cifra, il mercato dell’arredamento va in controtendenza e registra nel primo semestre del 2017 un aumento del +0,2% dell’export verso la Russia.

A confermare il trend in crescita hanno contribuito anche i risultati ottenuti all’ultima edizione dei Saloni World Wide di Mosca. Le aziende italiane presenti nei padiglioni fieristici hanno espresso pubblicamente, sulla stampa di settore, la loro soddisfazione nell’aver ritrovato fiducia e interesse da parte dei buyers russi. In occasione della fiera si sono strette nuove collaborazioni, cosa che fa ben sperare per il futuro. 

Sempre secondo i dati del Centro Studi FederLegnoArredo, l’Italia è il secondo fornitore di mobili della Federazione Russa (dopo la Cina) con un 24,5% delle quote di mercato, seguita dalla Germania che si attesta solo al 9,8%.

Puntare a vendere qui i tuoi prodotti potrebbe essere un buon punto di partenza per uno sviluppo internazionale del business. Per elaborare la strategia migliore fatti affiancare da un consulente export qualificato, che conosce le dinamiche del marketing mix e i canali di distribuzione più efficaci.

  

3. Prodotti Alimentari: Sì, Nonostante l’Embargo 

L’agroalimentare è il settore trainante dell’export italiano. Il primo trimestre del 2017 ha registrato un incremento annuo nei mercati stranieri pari all’8%, in gran parte dovuto alla vendita di prodotti sul mercato russo.  

Nonostante le restrizioni messe in atto con l’embargo, con le quali è stata vietata l’importazione di carni di manzo e maiale, pollame, prodotti ortofrutticoli, formaggi, latte e latticini, nei primi tre mesi di quest’anno si sono incassati più di 100 milioni con la vendita di prodotti alimentari italiani nella Federazione Russa.

Molte aziende dedite all’esportazione di prodotti alimentari italiani non si sono lasciate scoraggiare dai divieti imposti dallo Stato russo e hanno puntato sui prodotti esclusi dall’embargo. Ciò ha fatto registrate aumenti considerevoli, ad esempio, sull’export di olio di oliva (+107%) e di vino (+75%).

Salvo proroghe, le restrizioni alle esportazioni agroalimentari termineranno a dicembre 2017, quindi dal 1 gennaio 2018 sarà possibile riprendere i contatti con i clienti russi e riportare sulle loro tavole e nei loro supermercati molti altri prodotti della cucina italiana.

Ovviamente sarà necessario adottare strategie aggressive e ben strutturate per far tornare i nostri prodotti sugli scaffali dei negozi della Federazione, soprattutto quelli non supportati dai marchi DOP, DOC, DOCG e IGP.

Oltre alle relazioni commerciali con i prospect, sarà fondamentale intensificare il marketing internazionale, utilizzando tutti gli strumenti di comunicazione a disposizione (sito internet in lingua, cataloghi e brochure, campagne pubblicitarie).

 

Questi sono alcuni dei prodotti più richiesti sul mercato russo, ma le cose potrebbero cambiare. Prima di lanciarti nella vendita di beni e servizi all’estero devi controllare i mercati con il maggior potenziale di acquisto. Per farlo puoi utilizzare il nostro tool: semplicemente selezionando dal menu a tendina il codice Ateco che più si avvicina alla tua attività, riceverai un feedback in tempo reale con i paesi più interessanti per il tuo prodotto.

 

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Categorie: Mercati

IVAN SALVALAGLIO

Scritto da IVAN SALVALAGLIO

DIRETTORE TECNICO - Coordina l’erogazione del servizio e le attività dei Supervisors e degli Area Manager. Gestisce in modo diretto i TES® e i clienti della Regione Lombardia. Responsabile della formazione tecnica di tutti i TES®, contribuisce ogni giorno a promuovere un orientamento verso la massima qualità del servizio elaborando gli input provenienti dal mercato.